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Gli
usi di cum Quando
ti trovi a tu per tu con un cum
devi considerare molto bene in quale contesto esso si trovi e in
particolare se è usato come preposizione che regge l’ablativo, o come
congiunzione che regge il congiuntivo o l’indicativo. Vediamo
questi casi uno per uno: I)
cum + ablativo: a)
esprime il complemento di compagnia o unione: Es.:
cum
equitibus hostes impetum fecerunt = i nemici attaccarono insieme
ai cavalieri b)
esprime il complemento di modo o maniera Es.:
cum gaudio (oppure: magno cum
gaudio) nuntium acceperunt = accolsero la notizia con gioia (oppure: con
grande gioia) II)
cum + indicativo
(= congiunzione con valore temporale di varie sfumature): a)
introduce una proposizione temporale e si traduce con “quando” Es.:
cum a te litteras accipio, laetus sum = quando ricevo una lettera da
te, sono contento. b) dopo l’indicazione di un periodo di tempo si traduce
con “da quando” Es.:
anni sunt octo, cum ista
causa in ista meditatione versatur = sono otto anni da quando codesto processo si trova in codesta fase di studio
preparatorio c)
con valore iterativo nel significato di “tutte le volte che”. In tal
caso i tempi dell’indicativo sono composti, ma in italiano si
traducono con i corrispondenti tempi semplici Es.:
cum
ver venerat, beati eramus =
quando arrivava la primavera
eravamo felici d)
cum inverso, si traduce in
italiano con “quand’ecco, quando ad un tratto” e di preferenza
regge l’indicativo perfetto o il presente storico. Può essere
rafforzato da subito o repente
(= all’improvviso) e preceduto nella reggente da nondum
(= non ancora) o da aegre (= a
malapena) Es.:
cives salvi videbantur, cum
repente hostes impetum fecerunt =
i cittadini sembravano salvi, quand’ecco
che all’improvviso i nemici (li) assalirono e)
cum interim ha valore coordinativo e si traduce con “e
intanto” Es.:
id modo plebem agitabat cum
interim mentio comitiorum nulla fieri = solo questo tormantava
la plebe e intanto non si faceva (= infinito storico) alcuna menzione
dei comizi. III)
cum + congiuntivo.
Può avere i seguenti valori: a)
cum
narrativo: con valore causale o temporale, si traduce con il gerundio
oppure con una proposizione esplicita causale o temporale. Regge tutti e
quattro i tempi del congiuntivo, secondo le regole della consecutio
temporum Es.:
cum bonus sim, omnes me laudent = essendo
io buono (oppure : poichè
io sono buono) tutti mi lodano b)
con valore concessivo. Esprime un concetto in disaccordo con la
reggente. Può essere segnalato nella reggente da tamen
(= tuttavia). Si traduce con “pur” + il gerundio oppure con una
proposizione concessiva esplicita. Es.:
cum malus sim, omnes me laudent = pur
essendo io cattivo (oppure :
sebbene io sia cattivo) tutti mi lodano. c)
con valore avversativo. Esprime ancora un concetto in contrasto
con la reggente e si traduce con “mentre, mentre invece” Es.:
nihil satis paratum ad bellum habebant Romani, cum Perseus omnia
praeparata haberet = i Romani non avevano nulla sufficientemente
pronto, mentre invece Perseo aveva ogni cosa predisposta. Nota
bene: con
le espressioni est, fuit, erit
tempus (dies, aetas) cum o anche solo con est, fuit,
erit cum = c’è, ci fu, ci sarà un tempo (un giorno, un’epoca)
in cui… si può avere l’indicativo, se si vuole esprimere una
semplice determinazione di tempo, o il congiuntivo se vi è idea di
possibilità o consequenzialità Es.:
fuit cum hoc
dici poterat = ci fu un tempo in cui si poteva dire ciò Fuit
antea tempus cum Germanos Galli virtute superarent =
prima ci fu un tempo in cui i Galli superavano (= erano tali da
superare) i Germani in valore.
Schema riassuntivo
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